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Collaborazione senza digitalizzazione: mission (im)possible?

Scritto da Antonio Bondanese | 6-giu-2022 8.00.00

I nuovi paradigmi collaborativi che si vanno sempre più strutturando tra le aziende che operano nella supply chain globale procedono di pari passo con la necessità di offrire un'esperienza cliente eccellente per ottenere un vantaggio competitivo fondamentale.

Le difficoltà che si incontrano operando oggi nei mercati globali possono essere mitigate mettendo a valore i processi di digitalizzazione e i dati della supply chain – entrambi fattori cruciali per le strategie aziendali. Si può fare leva su questi elementi utilizzando piattaforme di collaborazione che aiutino a raccogliere e interpretare i dati con l’obiettivo di sviluppare una logistica collaborativa, che contribuisce in maniera decisiva a offrire una customer experience ottimale, riducendo i rischi e aumentando i profitti delle aziende.

Per raggiungere questo obiettivo, i team della supply chain devono mettere in piedi sistemi logistici che siano in grado di condividere i dati con le persone giuste al momento giusto. Per farlo, le aziende necessitano di implementare nei loro processi degli strumenti e dei software basati su tecnologie innovative abilitanti, al fine di condividere le informazioni con le parti interessate e mettere a valore la propria digital supply chain. 

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Collaborazione nella supply chain

La collaborazione nella supply chain consiste nel coordinamento tra i dipartimenti interni e i partner esterni per sostenere un flusso ottimizzato lungo tutto il network della supply chain, al fine di soddisfare in modo efficiente la domanda e garantire una consegna puntuale e completa.

Significa stabilire una visibilità piena e condivisa in tempo reale, e processi con i partner della catena per facilitare l'identificazione e la risoluzione dei problemi, anche a seguito di eventi imprevisti come ad esempio i blocchi nel porto di Shanghai – il più grande porto per container al mondo, con un volume di container pari a 47 milioni TEU (Twenty-foot Equivalent Unit, circa 6 mt di lunghezza).

“Questo implica che si possono superare i problemi relativi alla difficoltà che si incontrano nel condividere i dati con i clienti o a seguito di eventi imprevisti, segnalando tempestivamente eventuali anomalie e offrendo quindi un’esperienza cliente eccellente.”

La collaborazione nella supply chain comprende l'intera portata delle funzioni della supply chain, compresi i processi degli ordini di acquisto, le previsioni, la pianificazione della capacità, la gestione della qualità, il coordinamento temporale e operativo tra differenti figure aziendali, quali ad esempio gli autisti che trasportano la merce e gli operatori di magazzino che la ricevono.

Navi in attesa di scaricare le merci nel porto di Shanghai, 18/04/2022

 

La digitalizzazione necessaria

Tutti questi elementi possono però funzionare armonicamente se e solo se le aziende coinvolte avviano dei seri processi di digitalizzazione: è difficile immaginare di gestire le relazioni con i partner in tempo reale e migliorare l’efficacia di queste relazioni, se si utilizzano carta e penna e mezzi di comunicazione obsoleti.

È sempre più evidente la necessità di dotarsi di piattaforme di collaborazione, software per la condivisione di informazioni in tempo reale, supply chain collaboration software che assicurino alle aziende la possibilità di trarre vantaggio dai dati digitali per realizzare una vera logistica collaborativa e dare il giusto valore a ogni snodo della supply chain, mitigando i rischi, riducendo i tempi delle operazioni e migliorando la qualità del servizio.

Un sondaggio di PwC intitolato Digital Trends in Supply Chain Survey 2022 riporta che sebbene le aziende si concentrino sugli elementi basilari della supply chain come l'aumento dell'efficienza e la gestione dei costi, stanno perdendo notevoli opportunità di creazione di valore nella digitalizzazione. È quindi facile notare i limiti che si pongono alla collaborazione nella supply chain se non si fa leva sui processi di digitalizzazione e, di converso, il notevole vantaggio competitivo che le aziende realizzerebbero se si dotassero di piattaforme collaborative.

 

Le piattaforme collaborative: vantaggi e funzioni must-have

Se sono dunque assodati i limiti alla collaborazione – e quindi ai profitti d’impresa – che derivano dalla mancata digitalizzazione, ci sono tutti una serie di vantaggi nell’adottare una soluzione che abiliti la collaborazione tra diverse aziende sulla stessa piattaforma, o nell’introdurre funzioni di collaborazione su una piattaforma legacy per gestire attività e dati insieme ai dipartimenti interni e ai partner esterni.

Le imprese possono sfruttare specifici software per la collaborazione nella supply chain per integrare diverse funzioni, collegare sistemi eterogenei, portare a bordo operatori di aziende esterne e aumentare la capacità di coordinamento di tutti i processi: entrata/uscita merce, condivisione real time con i fornitori dei livelli degli stock, gestione magazzino, previsioni del traffico e condivisione in tempo reale di posizione ed ETA, prenotazione slot di parcheggio in centri di distribuzione – e molti altri componenti che vanno a strutturare una logistica collaborativa

Per dirsi realmente tale, una piattaforma collaborativa deve necessariamente fornire alcune funzioni chiave:

  • Condivisione dei dati in tempo reale: la collaborazione è tanto più efficiente quanto più si riducono i tempi di comunicazione e condivisione dei dati. Le piattaforme più performanti garantiscono agli utenti l’accesso in tempo reale a diverse fonti di dati (posizione, temperatura, ETA, …) che possono fornire le informazioni più utili per prendere le decisioni più adeguate al contesto;
  • Visibilità end-to-end: se la collaborazione nella catena è limitata solo ad alcune fasi, si pone un limite alla crescita e ai profitti potenziali. Snellire e ottimizzare le operazioni tramite piattaforme collaborative diventa più facile se si ha visibilità e capacità di previsione su tutte le operazioni, a partire dalla fase di produzione fino al cliente finale;
  • Onboarding dipartimenti interni e partner esterni: un software per la supply chain collaboration deve necessariamente connettere più entità, sia che siano aziende con ragioni sociali e partite IVA diverse, sia che siano diverse sedi/hub della stessa azienda. Il concetto è simile a un collegamento tra due utenti su Linkedin: nel caso di una piattaforma collaborativa, i post sono le transazioni riguardanti i processi (entrata/uscita merce, trasporto, quotazioni, …) mentre le reaction sono le azioni che si possono compiere su ogni transazione gestita sulla piattaforma (ad esempio, la presa in carico di segnalazioni automatiche fatte dalla piattaforma su codici di prodotto errati e le successive correzioni, oppure gli allarmi sulle celle di stoccaggio fuori temperatura…);
  • Funzionalità basate su IA e ML: quando una piattaforma collaborativa dispone di funzioni basate su Intelligenza Artificiale e Machine Learning, si fa un deciso salto di qualità rispetto al semplice sfruttamento di Data Analytics. Le capacità dei tool di IA e dei modelli di Machine Learning di nuova generazione consentono di prevedere e identificare i fattori di rischio molto più rapidamente, automatizzare completamente flussi di lavoro molto più corposi, suggerire le migliori decisioni possibili a fronte di eventi disruptive.

 

Conclusioni

La collaborazione nella supply chain è una risorsa critica per le imprese per gestire il rischio e risolvere le interruzioni in modo efficiente. Una piattaforma collaborativa permette loro di rispondere con agilità alle condizioni mutevoli del mercato per creare previsioni più accurate, sviluppare e condividere piani, e monitorare e gestire gli eventuali problemi.

“Allo stesso tempo, il software è un pezzo dell'equazione – la mentalità, la cultura e i processi intorno alla collaborazione devono costituire una costellazione stabile affinché i team della supply chain possano trarre pieno vantaggio dalle tecnologie più avanzate.”

In questo senso, piuttosto che adottare un approccio top-down e dettare i termini ai fornitori, è preferibile che le aziende garantiscano un flusso informativo che investa il maggior numero di partner del proprio supply chain network.

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